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Amrita

Amrita, un libro di Banana Yoshimoto

Amrita è il settimo romanzo di Banana Yoshimoto, pubblicato in italia da Feltrinello nel luglio del 2008. E’ un libro intriso di amore, amicizia, mistero, morte, ricordi e memoria. Un libro onirico e reale allo stesso tempo che  permette a Sakumi di oscillare tra la quotidiana normalità della vita di Tokyo e le straordinarie facoltà paranormali del fratellino undicenne Yoshio.

Amrita, la trama

Il libro narra la storia di Sakumi e della sua famiglia allargata. Vive infatti con la madre, il fratellino, una cugina a pensione e l’amica del cuore della madre. Su tutti pesa la morte della sorella morta in un incidente stradale mentre guidava sotto l’effetto do alcol e barbiturici. Anche Sakumi resta, a suo modo, vittima di uno strano incidente. A causa di  una banale caduta dalle scale, per qualche tempo perderà la memoria. Ed è proprio cercando di recuperare la memoria che nasce uno strano dualismo: se da una parte cerca disperatamente di ricordare, dall’altra ha il terrore di avvicinarsi alla memoria della sorella morta.

Sakumi inizierà anche a riflettere su tutto ciò che non avrebbe potuto fare se non si fosse più risvegliata dalla caduta. Una sorta di seconda vita ricevuta in dono. Una seconda possibilità che va inevitabilmente accolta, rispettata e valorizzata.

Un percorso di consapevolezza che coinvolge il lettore. Un racconto in cui si intrecciano emozioni famigliari descritte con un tono poetico e, al tempo stesso, misterioso.

Ne nasce un romanzo sentimentale e misterioso, profondo e intrigante. Scritto con il classico stile immediato e famigliare di Banana Yoshimoto.

Banana Yoshimoto

Banana Yoshimoto, nata a Tokyo nel 1964 è un’autrice molto apprezzata in Italia.  Ha conosciuto un grande successo fin dal suo Kitchen, pubblicato nel 1991. Dei suoi altri libri, tutti pubblicati da Feltrinelli, ricordiamo: N.P. (1992), Sonno profondo (1994), Tsugumi (1994), Lucertola (1995), Amrita (1997), Sly (1998), L’ultima amante di Hachiko (1999), Honeymoon (2000), H/H (2001), La piccola ombra (2002), Presagio triste (2003), Arcobaleno (2003), Il corpo sa tutto (2004), L’abito di piume (2005), Ricordi di un vicolo cieco (2006), Il coperchio del mare (2007), Chie-Chan e io (2008), Delfini (2010), Un viaggio chiamato vita (2010), High & Dry. Primo amore (2011), Moshi moshi (2012), A proposito di lei (2013), Andromeda Heights. Il Regno 1 (2014), ossia Il dolore, le ombre, la magia. Seguito da Il Regno 2 (2014), Il lago (2015), Il giardino segreto. Il Regno 3 (2016), Another World. Il Regno 4 (2017), Le sorelle Donguri (2018) oltre ad alcuni racconti nella collana digitale Zoom (Moonlight Shadow, 2012, Ricordi di un vicolo cieco, 2012, La luce che c’è dentro le persone, 2011).
Banana Yoshimoto ha vinto il premio Scanno nel 1993, il premio Maschera d’Argento nel 1999 e il premio Capri nel 2011.

Amrita, frasi e citazioni dal libro

Essendo un animale notturno, in genere vado a letto dopo lo spuntare dell’alba. E di regola non mi sveglio mai prima dell’una.
Perciò quel giorno fu un caso eccezionale. Intendo il giorno in cui mi arrivò il primo pacco da Ryuichiro.
Sì, quella mattina all’improvviso il mio fratellino entrò nella mia stanza sbattendo la porta e si mise a scuotermi con tutte le sue forze.
“Svegliati, Sakumi, svegliati! È arrivato un pacco!”
Sollevandomi a fatica, mormorai:
“Cosa?”.
“C’è un pacco grandissimo per te!”

Nel vederti cambiare così in fretta, mi viene da pensare che in realtà l’essere umano è un contenitore. Solo un contenitore, il cui contenuto può cambiare. Anche in un’altra persona che cammina per strada. Seguendo il corso del destino, tu metti nel contenitore una cosa dopo l’altra, ma nella parte più profonda e segreta del tuo essere, in questo semplice contenitore c’è qualcosa che assomiglia a ‘Sakumi’, forse un’anima, non so, e solo quella per qualche ragione non cambia, è sempre lì, accoglie tutto e cerca di godere della vita. E se penso che sarà in te fino a quando morrai, provo una strana tenerezza, quasi un dolore, insomma mi sconvolge completamente.

 

Aveva solo gli occhi socchiusi. E un sorriso di dolore sulle labbra.

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