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Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è il terzo libro della saga di Harry Potter scritta da J.K. Rowling.

Tra colpi di scena, mappe stregate e ippogrifi scontrosi, zie volanti e libri che mordono, Harry Potter conduce il lettore nel terzo capitolo delle sue avventure. Harry, giovane studente della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, è questa volta alle prese con un famigerato assassino che, evaso dalla terribile prigione di Azkaban, gli sta dando la caccia per ucciderlo. Forse questa volta nemmeno la Scuola di Magia, nemmeno gli amici più cari potranno aiutarlo, almeno fino a quando si nasconderà tra di loro un traditore…

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, la trama

Harry, con una magia, fa accidentalmente gonfiare il corpo di Marge. Si vede così costretto a scappare dalla casa dei Dursley e sulla strada si imbatte nel Nottetempo, un autobus magico che lo conduce fino a Londra. Sull’autobus, il ragazzo sente la notizia del giorno: Sirius Black, un pericoloso criminale, è evaso da Azkaban, la prigione dei maghi.

Harry scende al Paiolo Magico, un locale per soli maghi, dove trova il Ministro della Magia Cornelius Caramell ad attenderlo. Il Ministro non lo rimprovera per quello che è successo alla zia, anzi sembra sollevato di averlo trovato e lo prega di restare al Paiolo Magico fin quando non rientrerà a scuola. Pochi giorni prima del ritorno ad Hogwarts, arrivano al Paiolo anche Ron con tutta la famiglia, ed Hermione. Ascoltando di nascosto una conversazione tra i Weasley, Harry scopre che il criminale evaso da Azkaban gli sta dando la caccia.

Durante il viaggio per Hogwarts, il treno viene fermato dai Dissennatori. Harry sviene ma viene soccorso dal professor Lupin, il nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure.

Dopo un anno pieno di incantesimi e misteri tutti i personaggi si ritrovano riuniti alla Stamberga Strillante. Harry scoprirà così che Sirius Black, Remus Lupin James Potter e Peter Minus erano amici ai tempi della scuola e avevano fondato un gruppo illegale e non dichiarato di Animagi per proteggere la vera identità di Lupin che in realtà è un lupo mannaro, essere malvisto nella comunità magica. Sirius rivela che Crosta, il topo di Ron, è in realtà Peter Minus vissuto per tredici anni con la famiglia Weasley. Si scopre così che Minus era il vero custode dell’Incanto Fidelius e non Sirius come tutti credevano. Sirius e Lupin tentano di uccidere Peter, ma Harry li convince a risparmiargli la vita a patto che venga rinchiuso ad Azkaban.

Mentre il gruppo si avvia nuovamente verso Hogwarts spunta la luna piena e Lupin si trasforma in lupo mannaro. Minus ne approfitta per fuggire e Sirius si trasforma a sua volta in cane per cercare di placare Lupin. Avendo perso di vista il lupo mannaro, Sirius ed Harry si trovano da soli in un bosco, dove vengono circondati dai Dissennatori. Proprio all’ultimo momento i dissennatori vengono allontanati da un incantesimo Patronus a forma di cervo, evocato da uno sconosciuto, che Harry crede essere suo padre. Il ragazzo si risveglia il giorno dopo in ospedale e scopre che Sirius, a causa della fuga di Minus non può essere discolpato, ed è stato per questo imprigionato in attesa dei Dissennatori.

Quando tutto sembra perduto, Silente suggerisce ad Hermione di usare la sua Giratempo, oggetto che permette di viaggiare indietro nel tempo con il quale Hermione era riuscita a frequentare tutte le lezioni durante l’anno. Attraverso la Giratempo lei ed Harry riescono a liberare Fierobecco e, con il Patronus evocato da Harry, a salvare Sirius dai Dissennatori. Sirius vola via con Fierobecco salutando Harry e ringraziando Hermione per avergli salvato la vita. La fine dell’anno scolastico vede anche le dimissioni del professor Remus Lupin, che è costretto a lasciare Hogwarts per via della sua natura.

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, frasi dal libro

  • «Sirius Black è fuggito per venire a cercare te? Oh, Harry… dovrai stare molto, molto attento. Non andare in cerca di guai, Harry…»
    «Non vado in cerca di guai» disse Harry seccato. «Di solito sono i guai che trovano me». (Hermione Granger e Harry Potter: p. 65)
  • «Ma insomma, che cos’avete oggi?» domandò la professoressa McGranitt, tornando se stessa con un debole pop e guardandoli tutti quanti uno a uno. «Non che sia importante, ma è la prima volta che la mia trasformazione non viene accolta da un applauso».
    Tutti si voltarono di nuovo verso Harry, ma nessuno parlò. Poi Hermio-ne alzò la mano.
    «Ci scusi, professoressa, abbiamo appena avuto la prima ora di Divinazione, e stavamo leggendo le foglie di tè e…»
    «Ah, certo» esclamò la professoressa McGranitt accigliata. «Non c’è bi-sogno di aggiungere altro, signorina Granger. Ditemi, chi di voi morirà quest’anno?»
    Tutti la fissarono.
    «Io» disse Harry alla fine.”Capisco” commentò la professoressa McGranitt guardando Harry con i suoi occhi piccoli e lucenti. “Allora è bene che tu sappia, Potter, che Sibilla Cooman ha predetto la morte di uno studente all’anno da quando è arrivata in questa scuola. Nessuno è ancora morto. Vedere presagi di morte dappertutto è il suo modo preferito di dare il benvenuto a una nuova classe. Se non fosse che non ho l’abitudine di parlar male dei miei colleghi…”
    La professoressa McGranitt si interruppe, e tutti notarono che aveva le narici bianche e dilatate. Poi riprese, più tranquilla: “La divinazione è uno dei settori più imprecisi della magia. Non vi nasconderò che faccio fatica a tollerarla. I veri Veggenti sono molto rari, e la professoressa Cooman…”
    Si interruppe di nuovo, e poi disse in tono molto pratico: “A me sembri in perfetta salute, Potter, quindi mi scuserai se non ti dispenso dai compiti oggi. Ti assicuro che se dovessi morire non sei tenuto a consegnarli”. (p. 94)
  • Se fossi in te vorrei vendicarmi. Gli darei la caccia… (Malfoy a Harry, parlando di Sirius Black)(p. 108)
  • “Ma insomma, io sono l’unica che si è presa la briga di leggere Storia di Hogwarts?” disse Hermione irritata a Harry e Ron.
    “È probabile” rispose Ron. “Perché?” (p. 139)
  • Il professor Lupin sorrise all’indignazione sulle loro facce. “Non preoccupatevi. Parlerò io col professor Piton. Non dovete fare il tema”.
    “Oh, no” esclamò Hermione, delusa. “Io l’ho già finito!” (p. 158)
  • Perché? Perché mi tormentano così? Sono solo…?”
    “Non ha nulla a che vedere con la debolezza” rispose il professor Lupin seccamente, come se gli avesse letto nel pensiero. “I Dissennatori tormentano te più degli altri perché nel tuo passato ci sono cose terribili che gli altri non hanno mai vissuto.” (p. 159)
  • “I Dissennatori sono le creature più disgustose della terra. Infestano i luoghi più cupi e sporchi, esultano nella decadenza e nella disperazione, svuotano di pace, speranza e felicità l’aria che li circonda. Perfino i Babbani avvertono la loro presenza, anche se non li vedono. Se ti avvicini troppo a un Dissennatore, ogni sensazione piacevole, ogni bel ricordo ti verrà succhiato via. Se appena può, il Dissennatore si nutrirà di te abbastanza a lungo da farti diventare simile a lui… malvagio e senz’anima. Non ti rimarranno altro che le peggiori esperienze della tua vita. E le cose peggiori che sono successe a te, Harry, bastano a far precipitare chiunque da un manico di scopa. Non hai niente di cui vergognarti.” (p. 159)
  • «Azkaban dev’essere un posto tremendo» mormorò Harry. Lupin annuì cupo.
    «La fortezza si trova su un’isoletta in mezzo al mare, ma non servono mura e acqua per trattenere i prigionieri, non quando sono tutti intrappolati nelle proprie teste, incapaci di formulare un solo pensiero allegro. Quasi tutti impazziscono entro qualche settimana». (p. 160)
  • I signori Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso, Consiglieri e Alleati dei Magici Malfattori, sono lieti di presentarvi la Mappa del Malandrino.(p. 164)
  • Ah, be’, la gente a volte è un po’ stupida quando ci parli dei suoi animali (Hagrid: p. 233)
  • Il signor Lunastorta porge i suoi ossequi al professor Piton e lo prega di tenere il suo naso mostruosamente lungo lontano dagli affari altrui.
    Il signor Ramoso è d’accordo con il signor Lunastorta e ci tiene ad aggiungere che il professor Piton è un brutto idiota.
    Il signor Felpato vorrebbe sottolineare il suo gran stupore per il fatto che un tale imbecille sia diventato professore.
    Il signor Codaliscia augura buona giornata al professor Piton e gli dà un consiglio: làvati i capelli, sporcaccione!. (p. 244)
  • “Una volta però [Crosta] ha morsicato Goyle” disse Ron […]
    “Il suo momento di gloria” disse Fred, incapace di restar serio. “Che la cicatrice sul dito di Goyle sia perenne tributo alla sua memoria!”
  • “Sì, invece” disse Ron deciso. “Questa volta non dovrai fare tutto da sola. Ti daremo una mano.”
    “Oh, Ron!” Hermione gettò le braccia al collo di Ron e scoppiò a piangere senza ritegno.
    Ron, terrorizzato, l’accarezzo sulla testa, in imbarazzo. Alla fine Hermione si staccò da lui. (p. 248)
  • Expecto Patronum!
  • “TRENTA A ZERO! VI STA BENE, BRUTTI IMBROGLIONI…”
    “Jordan, se non riesci a commentare in modo imparziale…”
    “Dico le cose come stanno, professoressa!”[…] Ma Flitt aveva segnato; ci fu uno scoppio di applausi dall’ala di Serpeverde e Lee disse una parolaccia così grossa che la McGranitt cercò di strappargli il megafono magico. (p. 262)
  • “Ero sicuro che saresti venuto ad aiutare il tuo amico” disse [Sirius Black]. “Tuo padre avrebbe fatto lo stesso per me. Sei stato coraggioso a non andare a chiamare un insegnante. Questo renderà le cose più semplici…”
    L’allusione a suo padre risuonò nelle orecchie di Harry come se l’avesse urlata. Un odio ribollente gli esplose nel petto e prese il posto della paura. Per la prima volta nella vita, desiderò avere la bacchetta in mano non per difendersi, ma per attaccare… per uccidere. Senza sapere cosa stava facendo, avanzò, ma ci fu un movimento ai suoi lati e due paia di mani l’afferrarono, trattenendolo.
    “No, Harry!” ansimò Hermione in un sussurro agghiacciato; Ron, invece, che s’era rialzato a fatica, si rivolse a Black.
    “Se vuoi uccidere Harry, dovrai uccidere anche noi!” disse con fierezza, benché lo sforzo di reggersi in piedi lo rendesse sempre più pallido, oscillando leggermente.
    Qualcosa lampeggiò negli occhi cupi di Black.
    “Stenditi” disse piano a Ron. “Hai la gamba rotta.”
    “Mi hai sentito?” disse Ron debolmente, aggrappandosi a fatica a Harry, per non cadere. “Dovrai ucciderci tutti e tre!” (p. 287-288)
  • “NO!” Gridò Hermione. “Harry, non credergli, ha aiutato Black a entrare nel castello, anche lui ti vuole morto… è un Lupo Mannaro!
    Scese un silenzio carico di tensione. Gli occhi di tutti erano fissi su Lupin, che sembrava straordinariamente calmo, anche se piuttosto pallido.
    “Questa volta non sei stata all’altezza di te stessa, Hermione.” disse. “Ne hai azzeccata una su tre, temo. Non ho aiutato Sirius a entrare nel castello e di sicuro non voglio vedere Harry morto…” Uno strano tremito gli attraversò il viso. “Ma non negherò che sono un Lupo Mannaro.” (p. 292)
  • “Era come se qualcuno mi avesse acceso un fuoco nella testa, e i Dissennatori non potevano spegnerlo… non era una sensazione piacevole… era un’ossessione… ma mi diede forza, mi snebbiò la mente. […] Credimi. Credimi, Harry. Non ho mai tradito James e Lily; sarei morto piuttosto che tradirli.” (Sirius)
  • “Sai che cosa significa?” chiese improvvisamente Black a Harry, mentre procedevano lentamente lungo il tunnel. “Consegnare Minus?”
    “Che tu sei libero” disse Harry.
    “Sì…” disse Black. “Ma io sono anche… non so se nessuno te l’ha mai detto… io sono il tuo padrino”.
    “Sì, lo sapevo” disse Harry.
    “Be’… i tuoi genitori mi hanno nominato tuo tutore” disse Black seccamente. “Se fosse successo qualcosa a loro…”
    Harry rimase in attesa. Black intendeva dire quello che anche lui pensava?
    “Lo capisco, naturalmente, se vuoi restare con i tuoi zii” disse Black. “Ma… be’… riflettici. Una volta che avranno riconosciuto la mia innocenza… se tu volessi una… una casa diversa…”
    Qualcosa parve esplodere in fondo allo stomaco di Harry.
    “Co… vivere con te?” chiese, battendo la testa contro una roccia che sporgeva dal soffitto. “Lasciare i Dursley?”
    “Certo, lo sapevo che non avresti voluto” disse Black in fretta. “Capisco, credevo solo che…”
    “Sei matto?” disse Harry, la voce di colpo roca come quella di Black. “Ma certo che voglio lasciare i Dursley! Tu hai una casa? Quando posso venire?”
    Black vi voltò a guardarlo; la testa di Piton strisciava contro il soffitto, ma Black non ci fece caso.
    “Lo desideri davvero?” chiese. “Sul serio?”
    “Sì, sul serio!” rispose Harry.
    Il volto tormentato di Black si aprì nel primo vero sorriso che Harry vi avesse scorto finora. (p. 321)
  • Harry scosse la testa.
    “È stato stupido, pensare che fosse lui” mormorò. “Voglio dire, lo sapevo che era morto…”
    “Credi che le persone scomparse che abbiamo amato ci lascino mai del tutto? Tuo padre è vivo in te, Harry, e si mostra soprattutto quando hai bisogno di lui. Altrimenti come avresti fatto ad evocare proprioquel Patronus? Ramoso è tornato a correre, la notte scorsa.”
    A Harry ci volle qualche istante per capire quelle parole.
    “La notte scorsa Sirius mi ha raccontato tutto di come sono diventati Animagi” disse Silente sorridendo. “Un risultato eccezionale… e sono anche riusciti a farlo a mia insaputa. E poi mi è venuta in mente la forma assolutamente insolita assunta dal tuo Patronus quando ha attaccato Malfoy alla partita di Quidditch contro i Corvonero. Quindi ieri notte hai visto tuo padre, Harry… l’hai trovato dentro di te.”
    E Silente uscì dallo studio, lasciando Harry solo con i suoi confusi pensieri. (pp. 360-361)

 

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