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Parigi 1919. La Conferenza di pace

Esattamente un secolo fa, la Conferenza di Pace di Parigi concludeva la tragica vicenda della Prima Guerra Mondiale. A partire da quel momento, essa non ha mai cessato di trovarsi al centro di polemiche e condanne, non soltanto sul piano storiografico ma nel dibattito d’attualità.

Molti attribuiscono alle sue deliberazioni, e in particolare al Trattato di Versailles, la responsabilità per l’umiliazione morale e materiale della Germania e per la successiva ascesa del nazionalsocialismo; altri la considerano come la fonte del conflitto permanente che continua a caratterizzare il Medio Oriente, o come uno strumento per la prosecuzione del colonialismo e per l’imperialismo sotto altre spoglie. Più in generale, tutti i giudizi sembrano concordare sui magri risultati che essa produsse a fronte delle enormi e certamente eccessive speranze sollevate al momento della sua convocazione.

La conferenza di pace

La conferenza di pace

L’obiettivo di questo libro è riportare al centro della discussione ciò che realmente avvenne a Parigi nei dodici mesi della Conferenza: quali furono i principali attori responsabili delle decisioni, quali gli enormi ostacoli con cui si essi si confrontarono, quali i loro rapporti di potere e i loro reali obiettivi, che ruolo ebbero gli altri attori sia nel campo dei vincitori quanto in quello degli sconfitti.

Per tale ragione, il volume vuole soprattutto mostrare come la stessa definizione di “Conferenza di Pace” sia fuorviante e non renda l’idea del clima di emergenza in cui l’evento si svolse, caratterizzato da un generale stato di prostrazione morale e materiale provocato dalla guerra, da minacce e tentativi rivoluzionari, da numerosi conflitti localizzati e dalla crescente divergenza di intenzioni tra i vincitori.

A emergere è dunque il quadro di un evento diplomatico segnato molto più dall’urgenza di trovare soluzioni rapide e funzionanti piuttosto che di dare applicazione agli alti principi proclamati alla vigilia, in particolare dal Presidente statunitense Wilson con i suoi famosi “Quattordici punti” e le sue promesse di concedere l’autodeterminazione dei popoli e di mettere fine a tutte le guerre.

Seguendo una chiara organizzazione degli argomenti e usando un linguaggio facilmente accessibile, il libro offre così a qualunque lettore interessato gli strumenti necessari e sufficienti a comprendere quali furono le vere decisioni prese a Parigi e in che modo essere vennero raggiunte. In tal modo, piuttosto che istruire improbabili “processi” sulle responsabilità di quanto accadde, esso contribuisce a fare chiarezza sulla reale influenza della Conferenza di Pace per i decenni successivi fino a oggi.

Giovanni Bernardini, “Parigi 1919. La Conferenza di pace” (Il Mulino, 2019). Vai al libro cliccando qui.

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