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Phi

Phi, un libro di Akilah Azra Kohen

Phi è il primo libro della triolgia di Akilah Azra Kohen. Una trilogia che ha conquistato in breve tempo milioni di lettori. Si dice che in questo libro sia vero solo ciò che è incredibile. Che vada letto solo da chi vuole davvero scoprire se stesso e mettersi in gioco.

“Questo romanzo non è per tutti. È stato scritto per le persone che hanno il coraggio di scoprire il proprio potenziale, per quei semi che hanno il coraggio di aprirsi”.

Secondo una delle protagoniste per aprirsi non serve coraggio, ma serve energia. E questo libro è introso di energia, intesa come miccia per innescare il cambiamento.

Phi la trama

Can Manay è uno psicologo che ha raggiunto la fama fino al punto da venire considerato una vera e propria celebrità. Ha un programma televisivo tutto suo e sembra all’apice del successo. E’ però una persona con molte ombre nel passato. Grazie alla sua filosofia di vita e ai suoi insegnamenti, ha ormai la popolarità di un guru.

Un giorno, mentre visita una casa che vuole acquistare in un quartiere defilato della città, intravede tra le foglie della siepe divisoria  una ragazza che, con estrema leggiadria e un’armonia unica, si esercita nel giardino di casa. Per Can è una vera e propria rivelazione: davanti a sé c’è l’incarnazione della perfezione estetica, di ogni ideale di bellezza, il Phi che tanto ha ricercato. In generale le filosofie orientali in genere non ricercano la posizione sociale, il bello in senso assoluto ma un’armonia del tutto personale. Un equilibrio interiore che emana una bellezza profonda, indefinita, attrattiva.

Can ne è catturato e non può far altro che ricorrere a tutti i mezzi che h a disposizione per conquistarla… Ma c’è qualcosa di più spietato dell’amore per una sola persona? Inizia così la travolgente storia di Can e Duru, del suo fidanzato Deniz e di Özge, una giornalista che scoprirà scottanti segreti sul conto di Can. Quattro personaggi intramontabili perché ci somigliano da vicino, ciascuno con i suoi traguardi da raggiungere e le sue ossessioni.

Phi è un romanzo intriso di sentimenti. Veri, non idealizzati o sognanti. Passione, arte e speranza si mischiano, e scontrano, con il tradimento e le tensioni della vita vera. Ecco dunque che, insieme alla storia di Can e Duru ha inizio anche un percorso di consapevolezza in tutto coloro che decideranno di aprire il cuore al libro. Come i personaggi di Phi, infatti, “ciascuno, nella vita, ha una cosa che gli riesce molto bene. Una soltanto. Ce la portiamo dentro sin dalla nascita” e il nostro compito è riconoscerla. In una parola, scoprire chi siamo davvero. “Phi” è il viaggio di chi, senza paura, è padrone della propria esperienza, e non si perde nei suoi mille rivoli.

Phi, i personaggi

I personaggi di Phi si intrecciano in costanti relazioni date da sentimenti veri o casi fortuiti.

Ada

Talentuosa studentessa al conservatorio (con Deniz), è in grado di suonare tutti gli strumenti ad arco.

Ali

Autista dello psicologo Can Manay

Bilge

Studentessa di Can Manay alla facoltà di psicologia. Si occupa del fratello autisico Dogru

Can Macay

Psicologo, produttore e conduttore di un programma televisivo

Deniz

Musicista molto dotato e docente al conservatorio

Duru

Ballerina di grande belezza e straordinario talento. Studia al conservatorio

Eti

E’ il mentore dello psicologo Can Manay

Ozge

Giornalista che lavora per una rivista

Sadik

Magnate dei media

Phi, frasi e citazioni dal libro

In questa storia è vero solo ciò che è incredibile.

 

Di questi tempi la televisione è il luogo del potere. Se gli dei scendessero sulla Terra l’unico posto dove vorrebbero stare sarebbe la TV: abbastanza vicini da essere visti ma lontani al punto da non essere raggiungibili. 

 

L’unico al mondo che lo trovava brutto, per ironia della sorte, era lui stesso.

 

Se, aveva visto una bella ragazza in giardino, era stato magico, ma la vita non ammette magie.

 

Erano quasi le nove, non sarebbe mai arrivata in tempo alla lezione di Can Manay ma ci avrebbe comunque provato, perchè, come sempre, non si poteva fare altro che lottare.

 

Baciò Murat sulle labbra: un bacio troppo lungo per definirlo breve e troppo breve per definirsi lungo, e chiuse la faccenda. 

 

Per i semi che hanno il coraggio di aprirsi

 

Avere il coraggio di aprirsi… Pensò che, per aprirsi, più che il corggio, servissero energie.

 

Così rigida, dura, netta. Così spaventata dalla vita…

 

Aveva bisogno di altre sensazioni, oltre al dolore e alle difficoltà, che la tenessero in vita…

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