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Uomini che odiano le donne

Uomini che odiano le donne, un poliziesco carico di misteri

Uomini che odiano le donne, è il primo libro della trilogia Millennium di Stieg Larsson. Si tratta di un romanzo poliziesco, il primo della serie Millennium, tutta pubblicata postuma dopo la prematura scomparsa per attacco cardiaco di Stieg Larsson. I capitoli successivi sono stati realizzati dallo scrittore e giornalista svedese David Lagercrantz.

Stieg Larson e Uomini che odiano le donne

Stieg Larsson, nome completo Karl Stig-Erland Larsson è stato uno scrittore e giornalista svedese. Esperto conoscitore di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, è stato fondatore della rivista antirazzista Expo, consulente di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del Ministero della Giustizia svedese, inviato per l’OSCE. È morto improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2004. Dopo la sua morte sono stati pubblicati i suoi romanzi polizieschi, facenti parte della trilogia Millennium. ed hanno riscosso immediatamente un successo mondiale.

È stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l’afghano Khaled Hosseini. A marzo 2010 la sua trilogia Millennium ha venduto 27 milioni di copie in oltre 40 paesi.

Uomini che odiano le donne, la trama

Il protagonista è Mikael Blomkvist, un giornalista economico che viene condannato in una causa per diffamazione nei confronti del miliardario Wennerström. In seguito alla condanna decide di dimettersi da direttore responsabile della sua rivista, “Millennium“, ormai in serio rischio di fallimento. Cercando di fuggire dal clamore della denuncia, Mikael si trasferisce nel Gävleborg, nella cittadina immaginaria di Hedestad, ed accetta di indagare su una sparizione risalente al 1967. Mikael si rirova così ad indagare su Harriet Vanger, nipote e pupilla del magnate industriale Henrik Vanger.

Henrik continua a ricevere periodicamente lo stesso dono che la ragazza gli porgeva da viva e sospetta che sia stata assassinata da un parente molto vicino a loro. Ecco perchè Mikael inizia ad indagare partendo proprio dai familiari di Harriet: il fratello Martin  (amministratore delegato delle aziende Vanger), la madre Isabella, lo zio Harald e la cugina Anita, da sempre residente a Londra.

Come ogni industriale che si rispetti, Henrik  è decisamente diffidente e non lascia nulla al aso. Prima di assumere Mikael decide di assumere Lisbeth Salander, una hacker, per indagare su di lui. Lisbeth Salander è una ragazza molto sveglia ma poco socievole e con un carattere particolarmente difficile che l’ha portata ad essere sottoposta a tutela. Quando il suo tutore viene sostituito dall’avvocato Nils Bjurman per motivi di salute, la sua situazione precipita. Nils si rivela essere un vero e proprio sadico che sfrutta la sua posizione per estorcerle favori sessuali arrivando addirittura a violentarla. Lisbeth finge di subire passivamente lo stupro filmandolo con una telecamera nascosta, ricatta Bjurman e lo marchia come “stupratore” con un tatuaggio.

Indagando sui membri della famiglia Mikael trova diversi indizi; tra tutti una foto che mostra Harriet spaventata da un uomo e uno strano elenco di cifre e nomi di donne che ritiene siano versetti del Levitico riguardanti punizioni per donne peccatrici. Mikael li collega a femminicidi del passato rimasti irrisolti e, ritenendo d’essere sulle tracce d’un serial killer, chiede aiuto proprio a Salander.

Mikael e Lisbeth si conoscono meglio e intrecciano una relazione, ma Lisbeth mantiene emotivamente le distanze da lui. Lisbeth indaga su vari femminicidi avvenuti negli anni sessanta ed intuisce che il serial killer si nasconde tra i membri della famiglia Vanger.  Gottfried Vanger, padre di Harriet e Martin, fu l’unico Vanger presente in tutti i luoghi nei momenti dei delitti. Tutti tranne uno, compiuto qualche anno dopo la sua morte. Mikael, indaga sull’uomo nella foto con Harriet e lo identifica nel fratello Martin.

Corre da lui per affrontarlo ma viene incatenato per un’intera notte nel suo garage, trasformato in una camera di tortura. Si scopre che Martin fin da bambino venne violentato dal padre (un serial killer misogino e depravato) e costretto ad assistere a tutti gli omicidi compiuti. In seguito a quegli avvenimenti diventa lui stesso serial killer ma nega di aver ucciso Harriet.

Mikael viene salvato da Lisbeth e Martin muore in un incidente automobilistico durante la fuga.

Sospettando di Anita, Mikael e Lisbeth intercettano le telefonate della sua casa di Londra.  Scoprono così che Harriet è ancora viva e si nasconde in Australia. Raggiunta da Mikael, la donna conferma le violenze sessuali del padre rivela la verità sulla sua fuga: fu lei stessa ad uccidere durante un tentativo di violenza. Dopo il delitto, finì nel mirino del fratello, che la violentò a sua volta.

Grazie ad atti di pirateria informatica di Lisbeth, Mikael ottiene accesso ai dati nel personal computer di Wennerström e li usa per tornare all’attacco con una nuovo scoop-denuncia su Wennerström: il successo è grandissimo e Millennium diventa un best-seller. Lisbeth sfrutta la confusione nelle aziende di Wennerström per rubare diversi miliardi di corone, nascondendoli in conti svizzeri. Nella scena finale Lisbeth si scopre innamorata di Mikael ma lo sorprende per caso in compagnia della collega Erika Berger proprio mentre stava tentando un approccio: delusa, lo rimuove completamente dalla sua vita.

Uomini che odiano le donne, frasi e citazioni dal libro

Era diventato un rito che si ripeteva ogni anno. Il destinatario del fiore ne compiva stavolta ottantadue. Quando il fiore arrivò, aprì il pacchetto e lo liberò della carta da regalo in cui era avvolto. Quindi sollevò il ricevitore e compose il numero di un ex commissario di pubblica sicurezza che dopo il pensionamento era andato a stabilirsi sulle rive del lago Siljan. I due uomini non erano solo coetanei, ma erano anche nati nello stesso giorno — fatto che in quel contesto poteva essere considerato come una sorta d’ironia. Il commissario, che sapeva che la telefonata sarebbe arrivata dopo la distribuzione della posta delle undici, nell’attesa stava bevendo un caffè. Quest’anno il telefono squillò già alle dieci e trenta. Lui alzò la cornetta e disse ciao senza nemmeno presentarsi.

 

La gente ha sempre dei segreti. Si tratta solo di scoprire quali.

 

«Lisbeth, mi puoi dare una definizione della parola amicizia?»
«Che qualcuno ci piace.»
«Certo, ma cos’è che fa sì che qualcuno ci piaccia?»
Lei alzò le spalle.
«L’amicizia – definizione mia – si fonda su due cose» disse lui [Mikael Blomkvist] d’improvviso. «Rispetto e fiducia. Entrambi i fattori devono essere presenti. E deve esserci reciprocità. Si può avere rispetto per qualcuno, ma se non c’è la fiducia, la confidenza, l’amicizia si guasta.»
Lei continuava a tacere.
«Ho capito che non vuoi parlarmi di te, ma un giorno o l’altro dovrai decidere se ti fidi di me oppure no. Io voglio che siamo amici, ma non posso esserlo in maniera unilaterale.»
«A me piace fare sesso con te.»
«Il sesso non ha niente a che fare con l’amicizia. È vero che gli amici possono fare sesso, ma Lisbeth, se devo scegliere fra sesso e amicizia quando si tratta di te, non ho dubbi su che cosa sceglierei.»

 

 

 

 

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