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Il caso dei libri scomparsi

Il caso dei libri scomparsi, un libro divertente ed ironico

Il caso dei libri scomparsi è un divertente libro scritto da Ian Sansom. Il The Guardian lo ha definito “Il perfetto antidoto alla malinconia”.

 

Il caso dei libri scomparsi, la trama

Appena arrivato da Londra nella piccola cittadina di Tundrum, Irlanda del Nord, per ricoprire il suo primo posto come bibliotecario, il giovane Israel Armstrong scopre che in effetti il suo posto non c’è, né la biblioteca, né i libri… E questo non è che l’inizio dei suoi guai. Nel giro di poche ore infatti perde vestiti, soldi, carte di credito, e forse anche fidanzata, s’imbatte in una serie di personaggi con i quali immancabilmente entra in conflitto, viene alloggiato niente meno che nella stia dei polli di una fattoria e si ritrova incastrato al volante di un vecchio furgone arrugginito che funge da biblioteca semovente, ma senza scaffali.

Peccato però che i libri continuino a mancare: 15.000 volumi, per l’esattezza, scomparsi. Chi mai li avrà rubati? E perché? Ma soprattutto, ci sarà in quell’angolo di mondo dimenticato da Dio un posto decente dove poter bere un cappuccino decente e leggersi il giornale? Israel vuole delle risposte’Una commedia degli equivoci ironica, distaccata, dai toni surreali, con uno straordinario cast di personaggi eccentrici sullo sfondo della provincia rurale dell’Irlanda del Nord; è la prima improbabile avventura di un eroe riluttante, che inaugura una nuova serie di romanzi intelligenti e scoppiettanti: le storie del bibliobus di Tundrum.

Il caso dei libri scomparsi, frasi dal libro

I più avrebbero detto che una biblioteca circolante non si può considerare il punto più alto della professione di un bibliotecario. L’apice, semmai, potrebbe essere la British Library, o la New York Public Library, o ancora la biblioteca del Congresso o quella di Alessandria. Al di sotto di queste altezze parnassiane vi sono poi le biblioteche universitarie e quelle di ricerca private e poi forse le grandi biblioteche pubbliche, quelle distrettuali e le loro succursali, le biblioteche delle scuole, degli ospedali delle prigioni e degli istituti mentali per lunghe degenze. Infine, praticamente in fondo alla scala, pressappoco al livello dei gruppi di volumi rilegati in finta pelle rossa del Reader’s Digest che non possono mancare negli umidi alberghetti di provincia e nelle sale d’attesa dei dentisti, troviamo la biblioteca circolante.

 

Israel era cresciuto dentro e intorno alle bibilioteche. Le biblioteche erano il suo luogo d’appartenenza. Le biblioteche per Israel erano da sempre una costante. Nelle biblioteche Israel aveva sempre trovato calma e serenità. Nelle biblioteche gli era sempre parso di respirare un pò più facilmente. Quando varcava le porte di una biblioteca, gli pareva di entrare in un luogo sacro, come un sancta sanctorum: il gradevole silenzio rotto dal fruscio dei cassetti di legno dalle maniglie d’ottone che contenevano le schede dei volumi, la rassicurazione dei libri di consultazione e degli eminenti Oxford English Dictionaries , i faceti pensierini dei libri per bambini; tutta la vita umana era racchiusa li e te la potevi portare a casa in prestito per due settimane alla volta, nove volumi a tesserato.

 

 …la vita è là dove si vive… 

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